1914: vignaioli ungheresi in Trentino, nell’ultimo giorno di pace

“Alle 7 precise due automobili dell’impresa Zontini ci stanno aspettando davanti all’Hotel Bristol. La giornata bellissima favorita da un tempo favorevole che con rara gentilezza il giorno prima aveva voluto innaffiarci la strada per togliere la polvere ci fa sperare che la gita attraverso i paesi più belli del nostro Trentino riuscirà ottima. Montati in automobile ci avviamo, fra la più lieta allegria, attraverso Piedicastello ed entriamo nella stretta gola del Buco di Vela. Il bello orrido della via che sale ripida tra due scoscese rocce e il magnifico panorama che di lassù si gode destano negli ospiti ammirazione e con entusiasmo decantano le bellezze naturali di cui è ricco il nostro paese. Arriviamo così a Cadine e allo spartiacque quando sentiamo le esclamazione di meraviglia che partono dalla prima automobile. E’ la vista della magnifica conca di Terlago e del lago che strappa le grida entusiastiche ai nostri ospiti. Passiamo così Vezzano e scendiamo a Padergnone dove, secondo il programma, deve aver luogo la prima tappa. Qui ci aspetta il signor Lodovico Pedrini, presidente del Consorzio agrario distrettuale di Vezzano assieme coi suoi lavoratori. Visitiamo la serra degli innesti di viti americane; la camera per l’allevamento dei bozzoli; i vivai ed i vigneti madri di viti americane. Prima di risalire in automobile e continuare la nostra passeggiata, il Barone Mersi ringrazia il signor Presidente Pedrini per l’attività da lui spiegata nella sapiente coltivazione dei terreni a lui affidati, attività però che sarebbe stata nulla se non avesse avuto la cooperazione di tutti i compagni di lavoro. Scendiamo ancora e arriviamo in vista di Castel Toblino, specchiantesi nell’incantevole bellezza del lago e circondato da una splendida vegetazione di olivi e palme. Lo spettacolo entusiasma e provoca un incrociarsi di esclamazioni di ammirazione. Passato il Sarca arriviamo a Dro, attraversiamo Ceniga ed arriviamo ad Arco. Già sentiamo l’aria salubre del Garda che respiriamo a pieni polmoni e godiamo della vegetazione meridionale che ci circonda. Ci rechiamo a visitare il podere sperimentale, dove ci viene offerta una refezione dal sig. Giacomo Giuliani di Arco. Visitiamo ancora il “Salone Municipale” ed altri edifici dell’amena cittadina. Proseguiamo il viaggio delizioso, sotto un cielo smagliante, sereno, puro e percorriamo la strada fra vigneti orgogliosi, fra orti dai quali sporgono gli olivi e le palme quasi per offrirci un po’ d’ombra. Verso mezzodì arriviamo alla cascata del Varone dove il proprietario signor Giacomo Bozzoni ci prepara uno spuntino. Un tavolo è coperto da numerose bandiere tricolori ungheresi e in mezzo la dedica: “La grotta – cascata del Varone ai fratelli ungheresi il cordiale saluto!”. Una ragazzina offre un magnifico mazzo di fiori al signor Drucker che commosso la ringrazia. Rimontiamo in automobile mentre la curiosità di tutti si acuisce e gli occhi vagano per scoprire la città di Riva e il suo superbo lago. Il lago appare maestoso, di una bellezza immensa, spirituale. Il colore intensamente azzurro e la trasparenza vitrea dell’acqua, con cui si accordano mirabilmente il colore e la limpidezza del cielo, fa prorompere gli ospiti in “oh!” di meraviglia: essi rimangono per alcuni minuti in una contemplazione muta”. 27 luglio 1914, ultimo giorno di pace: vignaioli ungheresi in visita in Trentino, vignaioli senza frontiere, prima che i nazionalismi sconvolgessero l’Europa.