Calici sulla neve: la magia di Wein am Berg

Da che ho ricordi, la mia frequentazione della montagna ha visto alcuni elementi farla da padrone: la voglia di stare ampiamente sotto i tempi di percorrenza della cartellonistica CAI- SAT, il pane di segale con lo speck e la luganega, uno zaino più pieno del necessario, l’assenza della morosa, le vesciche sui talloni, una bottiglia di vino. Una bottiglia vera e propria con cavatappi e bicchieri di vetro, nei casi di grande raffinatezza, o una più prosaica bottiglia di plastica con lo sfuso di casa, persino la thermos e la borraccia: la forma conta poco, l’importante è il prosit – solitario o di gruppo – in vetta o giù di lì. Bevanda fondamentale per ristorarsi e rallegrarsi, perché l’andare per monti è prima di tutto gioia, una gioia libera e disalienata come poche altre nell’esperienza umana. L’amico garzone di rifugio aveva inventato la versione edulcorata con l’Apfelsaft, ed ecco il Charlie Fruit, sia lode al Mister, perso tra i vicoli di Mala Strana. Vino e montagna, quindi, coppia di assi che hanno reso lieta la mia vita: come rinunciare allora all’invito ricevuto l’anno passato per “Wein am Berg”, una delle più prestigiose rassegne enogastronomiche d’Europa? Ne scrissi già, prima di partecipare: si tratta di un evento che si svolge a Sölden, nota località sciistica austriaca, nel contesto lussuoso dell’hotel 5 stelle Das Central. Ad alta quota, in uno scenario ancora innevato, grandi chef e importanti aziende vitivinicole mettono in tavola le loro eccellenze, in un binomio perfetto, che si fa trinomio con la montagna e la sua magia. Una cosa caratterizza e rende davvero intrigante “Wein am Berg”, ovvero il fatto che qui, ogni anno, l’Austria dialoga con un altro territorio: l’Asia l’anno passato, il Portogallo quest’anno. Montanari sì, ma con lo sguardo lungo e la mente aperta.
Si parte giovedì 23 aprile con l’evento inaugurale, che vede protagonisti lo chef pluripremiato del Das Central Gottfried Prantl e il “nostro” chef stellato altoatesino Karl Baumgartner: il loro menu sarà accompagnato dalle migliori etichette delle rinomate aziende vinicole del Burgenland austriaco, da Paul Achs a Gesellmann, passando per Feiler-Artinger, Paul Kerschbaum, Rittsteuer, Kollwentz, Igler. Venerdì si scia con i grandi campioni austriaci, per prepararsi al Gran Galà che inizia con una degustazione dei vini di tutte le aziende nel salone delle feste dell’hotel. I grandi Grüner Veltliner di Hirtzberger, dai pendii della Wachau, al fianco dei Porto di Quinta Do Crasto, Quinta Vale Dona Maria, Quinta Do Vale Meao, che a loro volta di pendii, quelli straordinari della Valle del Douro, sono non poco esperti. Si prosegue poi con la “Grand Fête des cuisiniers” con lo chef stellato portoghese Dieter Koschina, tre stelle Michelin, al comando della brigata di cucina di uno dei cinquanta migliori ristoranti al mondo. Chiude Christoph Lindpointner, chef pasticciere della casa produttrice di praline Dallmayr di München, che addolcirà la serata con le sue creazioni a base di cioccolato. Sabato il momento che rimarrà impresso nelle menti dei fortunati partecipanti: la degustazione di vini a oltre tremila metri di quota, una festa per tutti i nostri sensi, in gara tra loro per vedere, annusare, gustare vini e paesaggi che lasciano di stucco. Quest’anno non sarò della partita: ma quei giorni, per rinverdire il ricordo, prenderò una bottiglia della riserva e me la gusterò in quota, con gli occhi rivolti alle Alpi.