Natale con i tuoi

E’ il secondo Natale che trascorro con voi, segno di una costanza che non avevo preventivato, iniziando a scrivere questa piccola rubrica settimanale. Dico Natale per comodità, ma senza esclusione, perché a me piacciono le feste in generale: ho accolto Santa Lucia con le bambine e i bambini di casa, condividendo l’attesa dello scampanellio dell’asino con un po’ di trepidazione; sto celebrando Hanukkah, la Festa delle Luci che ha luogo durante il mese ebraico di Kislev; a inizio gennaio non mancherò di ricordare Mawlid al-Nabi, la nascita del profeta. Poi, in mezzo a queste, Capodanno, una festa laicissima per fare i conti col passato e per guardare con speranza a quanto verrà. Sono così variegate le culture che hanno animato questa Europa di mezzo in cui continuo a vivere e viaggiare che, in tutta onestà, sarebbe sciocco ignorarne la ricchezza. Ma non è una rubrica di consigli spirituali, questa, e quindi vi starete chiedendo quando si comincia a parlare di vino: perché, obiettivamente, le Festività sono uno dei momenti fondamentali per tutti gli appassionati, di primo pelo o di certificata esperienza, e una tavola non si può ritenere imbandita se manca, rigorosamente al centro, una bella bottiglia di vino.
Non amo dare consigli: come scriveva Gino Veronelli, non esiste il vino migliore, ma solo il vino giusto, e questa giustezza la si misura di volta in volta, valutando contesti e opportunità. Con chi festeggerete, il vostro stato d’animo, il carattere dei vostri ospiti diventano fattori importanti quanto il menù che abbinerete e il vostro personalissimo gusto. Quindi non avete bisogno degli esperti, perché le vostre esperienze sono uniche e solo voi potete valutarle al meglio. Solo un’indicazione di massima credo possa essere utile, e mi permetto discretamente di metterla per iscritto: sono cosmopolita per natura, ma quest’anno vi invito a rispettare il proverbio che vuole “Natale con i tuoi”. In questo caso, coi i vini della tua terra, quelli di casa, che non significa ripiegare banalmente sul conosciuto, ma al contrario scoprire o riscoprire qualcosa di insolito. Non potete immaginare un pranzo o una cena senza l’effervescenza di uno spumante? Lasciate perdere, almeno per queste occasioni serie, le bevande frizzanti delle regioni vicine e scoprite cosa bolle nelle bottiglie nostrane di metodo classico, che sia trentino o sudtirolese: abbiamo Chardonnay e Pinot Nero di qualità che reggono la spumantizzazione come in nessun altro territorio in Italia. Da quanto non bevete una buona Nosiola? Approfittate delle Feste per ricordarvi che in Trentino, e solo qui, se ne producono di ottime, per un aperitivo o per accompagnare trote, salmerini, lavarelli. Non ricordate il gusto del Grüner Veltliner? Siete fortunati, non serve andare in Austria, in Valle d’Isarco ne trovate a piacimento. Avete voglia di qualcosa di nuovo? Provate il Kerner, figlio della mamma Schiava e del padre Riesling (quarto comandamento: onora il padre e la madre): tra Bolzano e Bressanone non mancano ottime bottiglie, ma anche in valle di Cembra o in Valle dei Laghi non cascate male. Volete mettere in tavola rossi robusti, per accompagnare l’immancabile selvaggina? Teroldego, Lagrein, ma anche Cabernet di valore, a nord e sud di Salorno. Secondi di carne meno sostenuti? Non dimenticate il caro, vecchio Marzemino. Siete incerti e il dubbio vi consuma? Schiava, Vernatsch, Kalterersee, St. Magdalener, come se piovesse, non si sbaglia mai. Prosit e buone Feste a tutte e tutti!